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Storia  |
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Paragiros, Paragaia, Epagogos, Epargos
(pare che il nome attuale di Parga sia derivato da questi) sono
stati i primi nomi della splendida cittadina, la cui creazione
è dovuta ai rifugiati di Costantinopoli che vi trovarono
rifugio.
Questi costruirono un castello a "Petzvolio",
oggi chiamata dalla gente del posto "Kasteli".
Parga
antica è ricordata sin dal dodicesimo secolo come una
delle più importanti città dell'Epiro.
Il 21 marzo
del 1401 i cittadini di Parga sottoscrissero un accordo con
i veneziani i quali si stabilirono nella splendente cittadina
e la difesero dalla conquista dei turchi.
Probabilmente il castello
di Parga fu costruito proprio in questo periodo per poi essere
demolito nel 1537 dal pirata Barbarossa.
Fu ricostruito
da parte dei veneziani nel 1567 per essere distrutto per la
seconda volta dai turchi nel 1571.
Il castello fu nuovamente
ricostruito dai veneziani dopo la battaglia navaledi Naphpakto
e rimase inespugnabile fino a quando gli abitanti di Parga furono
costretti ad abbandonarlo a causa della resa del governo britannico
a favore di Ali Pasha.
Il 22 maggio 1930 (anno in cui
fu celebrata la ricostituzione della nazione greca dopo 100
anni di schiavitù) a bordo della nave "Elly"
furono riportati a Parga le icone e gli stendardi che erano
stati conservati a Corfù dal 1819.
Furono custoditi nella chiesa dei "Santi Apostoli"
dove attualmente risiede il Museo Ecclesiastico di Parga.
La storia ha lasciato nel tempo numerose traccie degli eventi
accaduti attraverso la costruzione di monumenti come le tombe
micenee a Kiperi, resti di mura e di tombe del periodo relativo
alla Grecia classica, il castello di Parga, le rovine del monastero
di Vlacheron, l'antico e piccolo castello francese sull'isola ed
il castello di Anthousa.
La storia dell'abbandono di Parga da parte dei suoi abitanti è raccontata anche nel poemetto intitolato "I profughi di Parga" di Giovanni Berchet e raffigurata nell'omonima opera pittorica di Francesco Hayez.
Essendo stata influenzata a lungo
dalle
civiltà e dalle culture occidentali ed avendo vissuto
per molti anni come confine naturale tra est ed ovest Parga
ha conservato segni delle diverse civiltà che le hanno
donato un fascino unico.
La prima volta che la si raggiunge si rimane impressionati dalla
vegetazione, dalle montagne, dagli alberi d'ulivo centenari
e dalle splendide spiagge e baie isolate nascoste dietro enormi
rocce che le proteggono come un prezioso tesoro.
Un unico e
maraviglioso gioiello completa il magico panorama di Parga:
l'isola di "Panagia" situata nel centro del golfo
a pochissimi metri dalla spiaggia.
Tutte le maggiori attività
del paese si svolgono nei pressi del porto dove è possibile
affittare camere, barche o prenotare escursioni alle isole vicine.
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